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#LUMINARIE_Emblema del “Teatro dell’Effimero” della festa, le luminarie sono il simbolo estremo della maestria artigianale dei paratori pugliesi, tra tradizione, liturgia sacra e profana. Antiche credenze che riescono a magnificare attraverso la luce sapientemente disegnata le antiche carestie che il popolo ha superato grazie a voti di luce ai propri santi. Luce, colore, geometria che richiama i sacri rosoni delle chiese barocche. Un condensato di bellezza, ironia, espressione, stupore.

#FICALINNI_Ovunque crescono i fichi d’india, sono dovunque si guardi. In Salento li chiamiano Ficalinni. Uno dei simboli delle “terre di sud”. Una pianta resistente, che si adatta a terreni difficili, radicando al solo contatto con il suolo. Una pianta “madre” che nei periodi di grave povertà riusciva a nutrire i suoi “figli”: dai suoi bellissimi fiori nascono frutti succulenti, grazie a vitamine e zuccheri permettevano ai contadini di lavorare nei campi nelle estati torride fino al tramonto.

#TRULLI_Racchiude in sé tutti i simboli primitivi, profani e cristiani che da secoli sono disegnati a calce sui tetti dei trulli a protezione degli abitanti della casa. E’ un amuleto, che ti protegga e ti dia la forza quando senti di non averne. Per ricordarti che una delle tue doti è la Resilienza,di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

#PAPAVERI_Il papavero è un fiore potente, che nasce spontaneamente in condizioni e luoghi anche difficili: terreni dissosati, bordi di strade, binari di ferrovie. E’ la volontà di esprimere una pulsione vitale, perché proprio nel ciclo della sua vita questo fiore esprime la RINASCITA, nasce-cresce-appassisce-muore-rigermoglia, amando spontaneamente la Bellezza, la Semplicità e l’Unicità di noi stessi.

#ALICI_Siamo piccolissimi pesci in un mare sconfinato. Io provo ad essere un alice, piccola, fragile ma allo stesso tenace. Non sono latterina, sardina, alaccia o spratto. E se mi guardi bene, ma devi soffermarti un secondo in più, forse lo vedi anche tu. Cerco di non farmi infinocchiare dalle lampare dei pescatori esperti, di nuotare con tutte le mie forze verso acque più calde, ma poi torno sempre a casa a deporre le mie preziosissime uova.

#PIUME_“Natura li fece e poi ruppe lo stampo” (cit. L. Ariosto) e la natura ci ha fatto unici, a volte simili, a volte affini. Ma senza ombra di dubbio Unici. Leggerezza, per qualcuno si tratta di foglie, io ho sempre pensato alle piume. All’anima leggera impalpabile chiusa in un corpo pesante e fragile, che da cenere torna a cenere. La leggerezza della vita, effimera su questa terra ma per molti eterna impalpabile essenza. E’ ciò di cui siamo fatti, qualunque cosa in cui crediamo.

#MONSTERA_In Guatemala i partecipanti a particolari funzioni sacre recano in mano foglie di Monstera, che agitano a guisa di ventaglio, perchè queste piante sono considerate divine e quindi in grado di scacciare gli spiriti del male. La Monstera è simbolo del cambiamento ambientale e climatico, trasformandoci da mediterranei a tropicali. Gli ulivi crescono in Valtellina, mentre Monstera, banane ed annona ormai crescono nel nostro sud.

#BOLLE_“Io amo i mondi delicati, lievi e gentili, come bolle di sapone. Mi piace vederele dipingersi di sole e di scarlatto, volare sotto il cielo azzurro, tremare improvvisamente e disintegrarsi...” (A. Macado). Le bolle sono elementi leggeri, che planano esili elevandosi da un mondo fatto di massa, guardandolo attraverso la propria irridescenza. Leggere, effimere, colorate, che rappresentano la fragilità e la temporaneità dell’esistenza stessa.

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